Ares Ludovisi
È una copia romana di un originale greco attribuito a
Scopa o a Lisippo databile intorno al 320 a.C. Resta dubbia l’identificazione
della figura, tradizionalmente considerata il dio della guerra. Recentemente è
stata avanzata l’ipotesi si tratti di Achille. L’uomo è seduto e con le armi
deposte: poggia il piede sinistro sul suo elmo, mentre sulla gamba destra è
poggiato il suo scudo.
La preziosa scultura fu rinvenuta nel 1622
vicino alla chiesa di San Salvatore in Campo. Non è da escludere in origine appartenesse al Tempio di Marte del quale non rimangono che esigue tracce e che era stato
eretto nella parte più a Sud del Campo Marzio.
L’opera entrò a far parte della collezione di
antichità del facoltoso cardinale Ludovico Ludovisi, niente meno che nipote di
papa Gregorio XV, al secolo Alessandro Ludovisi.
La scultura venne poi fatta restaurare a
Gian Lorenzo Bernini, all’epoca giovanissimo. Si occupò in primis di rifinire
la superficie e poi realizzò l’intero piede destro.
Nel 1901 l’erede di quella
preziosissima collezione, il principe
Boncompagni Ludovisi, la mise all’asta.
Lo Stato italiano
acquistò 96 opere fra le quali l’Ares Ludovisi, oggi ubicato presso Palazzo
Altemps che è sede del Museo Nazionale Romano mentre
tutte gli altri pezzi d’arte finirono in musei europei e statunitensi.
Il celebre archeologo WInckelmann defini la statua «il
più bel Marte dell’antichità».

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